I visitatori che da tutto il mondo affluiscono in Umbria sono mossi prevalentemente da interessi spirituali e religiosi per il fatto che San Francesco ha legato il suo nome, dal 1182, anno della sua nascita, a questa terra e alla città di Assisi in particolare. L’Umbria tuttavia, senza mai recidere i legami con le memorie religiose che la connotano in maniera particolare, oggi ha un ventaglio di offerte turistiche veramente ampio e articolato. Numerosissime sono le manifestazioni che si susseguono nel corso dell’anno nei suoi borghi, nelle sue città. Il folklore, affidato in passato alla memoria popolare e oggi custodito e riproposto nelle varie rievocazioni dagli Enti preposti, fornisce la chiave per leggere e interpretare i frammenti del passato storico della regione ma il retaggio storico culturale si esprime oggi anche attraverso spettacoli musicali, rappresentazioni teatrali, mostre, festival.

 

PERUGIA

Perugia offre ai suoi visitatori un'atmosfera intatta di altri tempi fra le chiese medievali, le opere del Perugino, la magia di piazza IV novembre, la splendida Fontana Maggiore, il Palazzo dei Priori, il Duomo e la Galleria Nazionale dell'Umbria. Poi i sapori della migliore tradizione enogastronomica. Di origini etrusche, la città sorse a partire dal VI secolo a.C. sui colli di Porta Sole e Landone, dai quali dominava la sottostante valle del Tevere. Dal III secolo a.C. fu sotto l’influenza di Roma e nel I secolo a.C. ne ottenne la cittadinanza. Nel Medioevo Perugia divenne libero Comune, raggiungendo nel 1300 il dominio del territorio circostante. Dal 1540 sotto il controllo della Chiesa, acquistò l’indipendenza con il Risorgimento, momento in cui lo sviluppo urbano si svolse in direzione della pianura, lasciando intatto l’antico centro storico e i suoi monumenti. Percorrendo Corso Vannucci, via principale di Perugia, costellato di negozi e dei bei palazzi, si giunge nel cuore della città: Piazza IV novembre, sorta sulle fondamenta della città etrusca poi foro romano. Al centro spicca la Fontana Maggiore (1275-78) disegnata da Niccolò e Giovanni Pisano. Formata da due vasche poligonali in marmo interamente ornate da bassorilievi raffiguranti i mesi dell’anno, i segni zodiacali, gli stemmi araldici, le arti liberali e le favole di Esopo accanto ad episodi della Bibbia, è l’emblema di Perugia. La Cattedrale, che vi fa da sfondo, fu iniziata nel X secolo e ricostruita nel XIV e XV da Fra Bevignate: notevole è il mosaico del pulpito alla destra del portale, da cui predicava Bernardino da Siena. All’interno e nell’abside (un coro quattrocentesco intagliato da Giuliano da Maiano) figurano capolavori di Luca Signorelli. Il vicino Palazzo dei Priori, stupendo esempio di architettura medievale costruito tra il 1290 e il 1440 in stile gotico, custodisce la Sala dei Notari (fine XIII sec.) decorata da affreschi quattrocenteschi mentre gli stalli e il bancone in legno risalgono al ‘500. Il Collegio della Mercanzia è caratterizzato dalla sala dell’Udienza, interamente rivestita da pannelli lignei del ‘400. Il palazzo è sede del Municipio e della Galleria Nazionale dell’Umbria: merita una visita la preziosa e vasta raccolta di capolavori dell’arte umbra dal XIII al XIX secolo. Adiacente al palazzo dei Priori sorge il Collegio del Cambio, antica sede della corporazione dei cambiavalute, con la magnifica sala del Cambio affrescata dal Perugino. Percorrendo nuovamente Corso Vannucci, superata Piazza della Repubblica, si arriva in Piazza Italia, dove inizia la città sotterranea della cinquecentesca Rocca Paolina, opera di Antonio da Sangallo il Giovane che offre al visitatore la meraviglia di un suggestivo tour sotterraneo. I suoi ruderi, spogli ed essenziali ma di notevoli dimensioni, mostrano ciò che resta delle antiche costruzioni medievali: le vie, fra cui la Bagliona, asse principale del quartiere, il pozzo e i serbatoi per l’acqua, due cannoniere e i locali per le vedette della rocca, i resti della Porta Marzia etrusca (sec. III a.C) e delle abitazioni dei Baglioni, proprietari del luogo e signori della città fino alla sua resa alle truppe papali nel 1540, avvenuta dopo la guerra del sale. Altri palazzi notevoli sono quello del Capitano del popolo, quattrocentesco, quello dell’università Vecchia e Palazzo Gallenga Stuart, barocco, sede dell’odierna Università per Stranieri. Fra le chiese si segnalano quella di Sant’Angelo, la più antica, a pianta circolare, eretta tra il V e il VI secolo, con portale gotico del ‘300 e capitelli corinzi alle colonne interne e la Basilica di San Domenico del 1300, riedificata all’interno nel 1600, con vetrata dei Fratelli Nardo e affreschi attribuiti a Taddeo di Bartolo. L’oratorio di San Bernardino risale al periodo rinascimentale: ha la facciata policroma con bei bassorilievi del 1457-61 di Agostino di Duccio. Agli appassionati di archeologia consigliamo di visitare il Museo Archeologico nazionale, nell’ex convento di San Domenico, con collezioni che coprono un lasso di tempo che va dal Paleolitico alle epoche villanoviana, etrusca, romana.

 

TORGIANO

Il borgo di Torgiano è posto su di un rilievo alla confluenza del Tevere con il Chiascio, ed è circondata da ampie vallate. Il visitatore che giunge a Torgiano rimane colpito dalle splendide colline ricoperte di vigneti che concorrono a produrre i vini storici del territorio la cui qualità è favorita dall’altitudine della media collina e dalle forti escursioni termiche estive fra il giorno e la notte. Il “Castrum Torsciani” fu murato ex novo nel 1276, sui resti di un insediamento romano distrutto dai goti nel VI secolo. Fondato per delibera del Comune di Perugia divenne, grazie anche alla felice ubicazione e alle fortificazioni presenti , luogo conteso di rifugio durante le lunghe lotte tra i “nobiles e populares” che dilaniarono Perugia nei secoli. Di questo periodo resta l’isolata Torre Bagliona del XVI secolo. La città nel 1540 fu annessa allo Stato della Chiesa e nel 1797 fu occupata dai Francesi. Caduto Napoleone, un vicegovernatore pontificio si occupò dell’amministrazione sino all’Unità d’Italia. Nel seicentesco Palazzo Graziani Baglioni, al cui interno si possono ammirare gli affreschi di Paolo Brizzi, ha sede il Museo del Vino. Aperto al pubblico nel 1974, è stato ideato e realizzato da Giorgio e Maria Grazia Lungarotti a sostegno della locale economia vitivinicola. Il Museo ospita, nei suoi venti ambienti, raccolte archeologiche, tecniche, storiche, artistiche, etnografiche ordinate secondo criteri museo-grafici che lo collocano tra i musei “multipli” più significativi. Sempre alla Fondazione Lungarotti si deve il Museo dell’Olio, allestito in un frantoio del ‘500: dieci sale guidano alla scoperta delle caratteristiche botaniche e delle tecniche colturali e di estrazione dell’olio. Tra gli appuntamenti da non perdere ricordiamo il concorso enologico nazionale con Banco d’Assaggio dei Vini d’Italia (novembre), la rassegna Caselle d’Autore per il Vino Novello (novembre), la manifestazione dei Vinarelli, un evento che si svolge nel periodo di Ferragosto e unisce arte e vino, richiamando decine di artisti e semplici appassionati a dipingere usando il vino anziché l’acqua per diluire i colori.

 

ASSISI

Insediata su uno sperone del Monte Subasio, in posizione dominante sulla Valle Umbra, Assisi fu un fiorente centro dell’Umbria antica. Patria del poeta Properzio, cresciuta a partire dal I secolo a.C. su precedenti insediamenti etruschi, Assisi sorge tra due importanti vie romane, l'Amerina e la Flaminia. A testimonianza di questo passato ci sono giunte le vestigia dei numerosi monumenti. L'opera architettonica romana più rilevante si trova in piazza del Comune: è il Tempio di Minerva del I sec. a.C., riconsacrato in epoca cristiana alla Vergine, che conserva la facciata originale a colonne corinzie scanalate. Nello spazio sottostante, al di sotto dell'attuale sede stradale, si trovava il foro, centro civile e commerciale della comunità, che conserva l'originale pavimentazione e numerosi reperti custoditi nel Museo Civico del Foro Romano Altri resti si trovano nei pressi della trecentesca Porta Perlici. Qui una fila di case cela i resti di un Anfiteatro romano del I sec. D.C.
Assisi rivela l’aspetto di tipica città medievale nella la Piazza del Comune, piazza 'laica' della città, sede del potere civile. Qui sorge il duecentesco Palazzo del Capitano del Popolo con la Torre Civica. La Cattedrale di San Rufino, duomo della città, venne costruita tra il 1140 e il 1253, quando le trasformazioni sociali fecero nascere negli assisani il desiderio di avere una nuova chiesa con una vera piazza. Dalla piazza, prendendo via dei Perlici si arriva alla porta omonima e proseguendo lungo le Mura trecentesche si può raggiungere la Rocca Maggiore, da cui si gode un panorama grandioso della valle e della città. Attraversando tutta la città si arriva alla Basilica di San Francesco. Voluta da papa Gregorio IX nel 1228, a soli due anni dalla morte del Santo, fu edificata su un luogo che veniva chiamato "Colle dell'inferno", perché lì erano eseguite le sentenze capitali ma da allora il nome fu trasformato in "Colle del Paradiso". All'interno si trovano alcune delle più grandi opere pittoriche medievali: dai celeberrimi affreschi di Giotto del ciclo "Vita di San Francesco", ai capolavori di Cimabue. A conclusione consigliamo di indugiare presso la Basilica di Santa Chiara il visitatore rimarrà colpito dal rosone e dagli archi rampanti di pietra rosa del Monte Subasio.

 

SPELLO

Spello deve tutto all'antica Roma: le dieci porte, le mura augustee, gli archi, l'anfiteatro sono ancora lì a testimoniare i fasti della colonia Julia Hispellum, ai quali si uniscono le numerose costruzioni di epoca medievale e affreschi di altissimo pregio. Punto d'accesso obbligato al paese è la grandiosa Porta Consolare. Poco più avanti, salendo sulla destra si trova la Chiesa di Santa Maria Maggiore che, nella Cappella dei Baglioni, custodisce un pavimento di maioliche del XVI secolo e tre dei più begli affreschi del Pinturicchio: “L’Annunciazione”, “La Natività” e “La disputa di Gesù con i dottori”. Continuando a salire appaiono la Chiesa di Sant’Andrea, del XIII secolo e la piazza della Repubblica, sulla quale si affacciano numerosi ristoranti, botteghe di pittori e il vecchio Palazzo Comunale, costruito nel 1270. Una volta arrivati nel quartiere più alto della città, la Posterula, inizia la discesa verso il Belvedere da cui si gode una bellissima vista sulla valle sottostante. Scendendo ancora si arriva alla seconda porta monumentale romana, la Porta Venere, che prende il suo nome dalla sua ubicazione in direzione di un tempio di Venere, nell'area di Villa Fidelia.

 

MONTEFALCO

Situato sulla sommità di una collina, è al centro delle valli del Topino, del Clitunno e del Tevere. In origine fu probabilmente un villaggio rurale abitato da popolazioni umbre. Dal 1180 si ha notizia del castrum Cocoroni che già nel XII sec. era libero comune. Sul finire del 1249 il nome fu mutato da Coccorone in Montefalco e ciò, secondo la tradizione locale, in omaggio a Federico II di cui era nota la passione per la caccia con il falco pellegrino. Montefalco acquistò il titolo di città nel 1848, periodo nel quale il territorio comunale fu ampliato con l’aggregazione dei Castelli di Fabbri, Fratta e San Luca. Nell’assetto urbano sono ancora riconoscibili il nucleo più antico e il castrum medievale, sviluppatosi ad anelli concentrici attorno alla Piazza circolare, dalla quale si diramano le principali vie della città.
Si consiglia di iniziare la visita da Porta di S. Agostino, la principale delle quattro porte della cinta muraria. Imboccando Corso Mameli, si incontra la Chiesa di Sant’Agostino e si giunge infine alla Piazza del Comune, posta al centro dell'abitato, circondata dalle sontuose dimore delle famiglie nobili, su cui domina il Palazzo Comunale. Nei dintorni si trova il più interessante monumento di Montefalco, il Museo Civico, dal 1895 ospitato nell'ex Chiesa di san Francesco, che conserva opere di artisti umbri, oltre a un ciclo di affreschi di Benozzo Gozzoli e del Perugino. Poco distanti, degne di nota sono la Chiesa di San Bartolomeo, una parrocchiale di origine medievale rimaneggiata nel '600 e la Chiesa di Santa Chiara di Montefalco, splendido esempio di architettura barocca.

               

TODI
La leggenda narra che, quando erano in corso i lavori per la costruzione della città sulle rive del fiume Tevere, arrivò un’aquila mentre gli uomini stavano ancora mangiando la quale trascinò via con gli artigli la tovaglia, lasciandola sul punto più alto del colle. Gli abitanti della Valle pensarono che ciò fosse un segno del destino e costruirono la città di Todi sul colle. Uno dei suoi più illustri cittadini fu Jacopone, nato nel 1236. Importante uomo di legge, a 32 anni si convertì, iniziando a condurre una vita monastica in povertà.
Dal 1400, dopo un periodo di grave decadenza, la città cominciò a rifiorire, grazie anche al Vescovo Angelo Cesi (1500-1565). Vennero realizzati importanti lavori urbanistici ed architettonici quali la costruzione della Fontana della Rua o Cesia, della Chiesa del Crocifisso e del bellissimo Tempio della Consolazione, sito ai piedi della città, completato dopo la sua morte.

 

FOLIGNO

(Fulginiae in latino) è uno dei più ricchi centri commerciali della Valle Umbra. Attraversata dal fiume Topino, viene definita “centro del mondo” grazie ad un’antica leggenda che la collocava al centro della nostra penisola la quale a sua volta si trovava al centro dell’Europa e del Mediterraneo.  San Feliciano è il patrono della città, insieme alla Madonna del Pianto di cui si conserva una statua lignea del XVII secolo presso la chiesa di S. Agostino. La città propone numerosi eventi durante il corso dell’anno, tra questi il più importante e sentito da tutta la popolazione è “La giostra della Quintana”, che si gioca a giugno e a settembre.

 

SPOLETO

Spoleto è un centro abitato fin dalla preistoria: già in origine fu uno dei maggiori centri umbri, favorito anche dalla sua posizione. Tra i luoghi d’interesse più significativi ricordiamo la Rocca Albornoziana, che dalla sommità del colle Sant’Elia domina la Valle Umbra, il Ponte delle Torri, un acquedotto romano - longobardo simbolo della città, la Casa Romana, risalente al I secolo d.C e il Teatro Romano, utilizzato in epoca medievale come cava di pietre ai fini dell’edificazione della Rocca e della torre campanaria del Duomo. L’importanza storica e culturale del centro spoletino è attestata dall’attività di alcuni dei pittori di paesaggio più importanti, tra i quali Turner e Lund, da letterati e poeti come Stendhal, Goethe, Carducci, D’Annunzio. Oggi lo sviluppo della città è legato soprattutto agli eventi promossi dal Comune, che le danno un’importanza a livello mondiale, primo fra tutti il Festival dei Due Mondi che vide la sua prima edizione nel 1958 e che, insieme al Teatro Lirico Sperimentale (fondato nel 1947) e il Centro studi sull’Alto Medioevo (1952), hanno fatto sì che la città entrasse a far parte dal 2011 del Patrimonio mondiale dell’Umanità Unesco.

 

TERNI

Soprannominata la “Città d’acciaio” per la nota presenza delle acciaierie già dal XIX secolo, Terni è una città ad elevato tasso di sviluppo industriale ma conosciuta anche come “città degli innamorati” dato che San Valentino ne fu vescovo e le sue spoglie vi sono sepolte. Lo stemma della città reca l’insegna di un drago che, secondo un’antica leggenda, fu sconfitto in battaglia da un giovane ternano. Tuttavia, leggende a parte, oggi Terni rappresenta un centro importante e fiorente per l’intera regione grazie alla presenza delle già citate acciaierie alle quali si legano numerose altre attività produttive. Oggi anche l’industria cinematografica italiana, dopo che Roberto Benigni decise di utilizzare le aree industriali dismesse nei dintorni di Papigno, per girare “La vita è bella”, vi ha posto una sua sede in una sorta di Città del Cinema. L’assetto cittadino attuale è prevalentemente moderno a causa della ricostruzione quasi integrale dopo i bombardamenti subìti durante la seconda guerra mondiale. Nei dintorni della città è possibile godere di spettacoli naturali unici come la Cascata delle Marmore (la più alta d’Europa), la foresta fossile di Dunarobba, il Lago di Piediluco.

 

ORVIETO

Conosciuta in particolare per lo splendore del suo Duomo, ha tuttavia origini antichissime risalenti all’epoca etrusca che si ritrovano tuttora nelle grotte tufacee dello sperone su cui si eleva. Raggiunge l’apice del suo sviluppo nel XIII secolo con la costituzione del Consiglio generale ed è proprio in questo periodo che inizia la costruzione del Duomo (1263) per dare degna collocazione al Corporale di Bolsena. Indubbiamente il Duomo è la testimonianza architettonica più importante della città ma vanno ricordati anche il Pozzo di san Patrizio (1527) che sorge nella città vecchia e la città sotterranea con la Necropoli del Crocefisso del Tufo (VI-III sec. a.C.)

 

CASTIGLIONE DEL LAGO
Castiglione del Lago sorge su di uno sperone calcareo che in origine era la quarta isola del lago ma, in seguito all'abbassamento del livello delle acque e al crearsi di una pianura di tipo alluvionale, assunse infine l'attuale configurazione. Questa fertile zona pianeggiante, corrispondente all'antico invaso lacustre, è delimitata ad ovest da una serie di rilievi collinari che segnano il confine fisico con la Toscana.
La città moderna si è sviluppata a distanza dal centro storico medievale, perfettamente conservato. Il centro storico di Castiglione del Lago, ancora tutto compreso dentro le mura medievali, è in pratica diviso in due grandi sezioni: la metà ad est è totalmente occupata dal Palazzo Ducale e dalla Fortezza, la metà ad ovest è il centro abitato, la cui disposizione, si rifà interamente al numero 3. Tre infatti le porte di accesso al paese, tre le strade principali, tre le piazze, e perfino il Mastio ha soltanto tre lati.

 

TUORO
Il nome del paese di Tuoro, deriva probabilmente dalla forma “torus” che in latino significava originariamente rigonfiamento, sporgenza.
Il paese infatti è situato in posizione dominante su di un piccolo rilievo che si protende sulla pianura settentrionale del Trasimeno.
Le stupende ed ancora integre campagne cinte al nord da folti boschi di querce e lecci offrono spazi tranquilli e rilassanti da raggiungere a piedi o in bicicletta. Questi percorsi possono inebriare sia l’appassionato di storia, sia il naturalista.
Da visitare la chiesa dei Santa Maria Maddalena, tutt’oggi chiesa del paese, e la chiesa di Sant’Agata, distrutta nel ‘300, ma di cui ancora esistono le rovine.

 

MUSEI

GALLERIA NAZIONALE DELL’UMBRIA – PERUGIA

Nel complesso monumentale di Palazzo dei priori, edificato nel 1293, ha sede il complesso museale più importante di tutta la regione. Seguendo il filo  di una cultura artistica ben caratterizzata in un microcosmo che rappresenta un incrocio decisivo per la storia dell’arte italiana, fra Urbino, Roma e la Toscana, trovano spazio opere come il Polittico di Sant’Antonio di Piero Della Francesca, i fondi oro del Beato Angelico, le preziosità tardogotiche di Benedetto Bonfigli, i marmi di Arnolfo Di Cambio appartenenti alla distrutta fontana “minore” di piazza e via dicendo. Il senso profondo della raccolta consiste nella capacità evocativa delle opere che rimandano continuamente ai collegamenti col tessuto urbano della regione, presentandosi come una ricca antologia che invita a partire alla ricerca dei luoghi e delle storie della città e delle campagne circostanti.

 

MUSEO DEL VINO – TORGIANO

Il percorso museale prende spunto dal fascino misterioso del culto dionisiaco, prendendo in esame il sistema di simboli e significati che il vino ha rivestito nel corso dei secoli. Troviamo esposti reperti archeologici, manufatti d’arte e corredi etnografici per la viticoltura e la vinificazione. Il Museo è il frutto di un’idea di Giorgio Lungarotti curato dalla moglie Maria Grazia Marchetti: è situato in palazzo Graziani Baglioni, nel cuore di Torgiano.

 

MUSEO DELL’OLIO – TORGIANO

Il Museo dell’Olivo e dell’Olio è situato negli ambienti che furono sede di un frantoio nel centro di Torgiano. Nell’esposizione si dà importanza alle origini antichissime della pianta, simbolo principale della cultura mediterranea e si espongono collezioni artistiche, archeologiche e attrezzi usati per l’olivicoltura e la lavorazione dei frutti.

 

PALAZZO PENNA – PERUGIA

Restaurato numerose volte, le sale del Palazzo sono oggi dedicate all’esposizione permanente di molte opere del pittore perugino Gerardo Dottori (1884-1977) e dell’artista tedesco Joseph Beuys (1921-1986). Nel corso dell’anno il palazzo ospita mostre temporanee, dedicate ad alcune importanti personalità e anche alla memoria storica della città di Perugia. È collocato al centro della città in prossimità della Rocca Paolina ed è il risultato del riadattamento a funzione museale di una residenza gentilizia del cinquecento.

 

PALAZZO COLLICOLA – SPOLETO

Il Palazzo sorge sull’omonima piazza. Costruito su progetto dell’architetto Cipriani tra il 1717 e il 1730, oggi ospita un centro per le arti contemporanee sotto la direzione artistica di Gianluca Marziani. Al piano terra sono situati la Biblioteca Carandente, il Caffè Collicola e il Museo Carandente. Al piano nobile del Palazzo troviamo il Collicola_Residence, che ospita mostre temporanee di arte contemporanea mentre gli spazi del secondo piano sono destinati alle grandi mostre.  La collezione del museo è stata riallestita nel giugno del 2010 e ospita attualmente anche un grande lavoro permanente di due rappresentanti della Street art: Sten&Lex, per il quale hanno utilizzato la tecnica dello stencil-poster.

 

CIAC – FOLIGNO

L’edificio sorge nel centro storico sulle rovine dell’ex centrale del latte ed è l’emblema dell’architettura contemporanea in città. Il Centro Italiano Arte Contemporanea di Foligno si sviluppa all’interno di un blocco di cemento rivestito in corten, senza aperture, nero fuori e bianco dentro. E’ il punto di arrivo di una crescente attenzione dimostrata dalla città all’arte contemporanea, senza tralasciare i valori storici importantissimi di cui è portatrice. Lo schema si caratterizza per la sua semplicità e il suo rigore. Protagonisti la luce e lo spazio, l’edificio si colloca tra l’abside medievale della chiesa di S. Francesco e le costruzioni liberty di via del Campanile, determinando, in pieno centro storico, un impatto armonico che unisce l’antico al nuovo con contrasto stimolante. Le sale espositive sono disposte su due piani. La terrazza ospiterà opere specific-site. Gli spazi a piano terra sono destinati ad esposizione e a luogo di incontro per eventi culturali, proiezioni, conferenze. La continuità urbanistica con l’environment esteriore prefigura un indotto polivalente e dinamico coerente con la missione culturale del Centro.

 

MUSEO BURRI – CITTÀ DI CASTELLO

La Fondazione Albizzini “Collezione Burri” è stata istituita dallo stesso pittore nel 1978 ed è la più completa raccolta delle opere dell’artista. L’organizzazione espositiva prevede due sedi: Palazzo Albizzini, elegante edificio rinascimentale situato al centro della città, che ospita le opere dell’artista degli anni 1948-1989, suddivise in pittura, scultura, grafica e bozzetti; gli Ex Seccatoi del Tabacco, che, su una superficie di 7.500 mq, ospitano le opere di grande formato realizzate negli anni 1974-1993.

 

 

 


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